Accompagnare con misericordia (E.G. 44)

D’altra parte, tanto i Pastori come tutti i fedeli che accompagnano i loro fratelli nella fede

o in un cammino di apertura a Dio,

non possono dimenticare ciò che con tanta chiarezza insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica(n.1735):

 

« L’imputabilità e la responsabilità di un’azione

possono essere sminuite

o annullate

dall’ignoranza,

dall’inavvertenza,

dalla violenza,

dal timore,

dalle abitudini,

dagli affetti smodati e

da altri fattori psichici

oppure sociali ».

 

Pertanto, senza sminuire il valore dell’ideale evangelico,

bisogna accompagnare con misericordia

e pazienza

le possibili tappe di crescita delle persone

che si vanno costruendo giorno per giorno.

 

Ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura

bensì il luogo della misericordia del Signore

che ci stimola a fare il bene possibile.

 

 Un piccolo passo, in mezzo a grandi limiti umani,

può essere più gradito a Dio

della vita esteriormente corretta di chi

trascorre i suoi giorni senza fronteggiare importanti difficoltà.

 

A tutti deve giungere la consolazione

e lo stimolo dell’amore salvifico di Dio,

che opera misteriosamente in ogni persona,

al di là dei suoi difetti e delle sue cadute.