«Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture» (Lc 24,45)

Giovedì 5 aprile

dell’Ottava di Pasqua

 

Il Signore Gesù in persona stette in mezzo ai discepoli e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».

 

«Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture»

 

e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».      (Luca 24,45)

 

Questa comprensione tutta nuova delle Scritture è la grande luce e il ricco nutrimento della Chiesa delle origini.

Gesù infatti dona la chiave interpretativa di tutta la Bibbia, permette di comprenderne il senso e ne offre il fine.

Non è qualcosa di confinato a quell’epoca.

La Chiesa e ogni fedele continua ad essere sotto questa azione del Risorto, che ci permette di leggere la nostra vita e orientare le nostre decisioni alla luce della Parola.

don Carlo