«All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città» (Lc 4, 28-29)

Martedì 13 giugno 2017

S. Antonio di Padova, sacerdote

 

Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».

 

«All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno.

Si alzarono e lo cacciarono fuori della città»

 

e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.    (Luca 4,28-29)

 

A Nazareth Gesù presenta il suo programma: accogliere i poveri e ora dimostrare l’universalità del messaggio di Dio a tutti i popoli.

Già dalle prime battute crea sconcerto ma quando si parla di stranieri, è Lui stesso che di colpo viene emarginato.

Sono passati più di duemila anni da allora, ma il cuore dell’uomo non cambia.

Quando siamo arroccati sui nostri privilegi, sulle nostre certezze, il solo timore di perderle ci manda in crisi e ci appanna la vista.

E’ storia di sempre, eppure il Signore ci chiede di cambiare rotta.

Sono questi i momenti in cui capiamo che essere cristiani è difficile, ma nello stesso tempo affascinante.

 

Buona giornata!

don Carlo