«Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso» (Gv7,28)

Venerdì 12 maggio 2017

 

Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò:

 

«Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono.

Eppure non sono venuto da me stesso»

 

ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».     (Giovanni 7,28)

 

Gesù è per eccellenza il dono del Padre, imprevedibile, eccedente rispetto alle attese e a ogni desiderio dell’uomo.  Mai infatti avremmo esigito da Dio né avremmo immaginato che Dio si facesse carne e morisse per noi.

Lo conosciamo, così come lo Spirito ci da la grazia di comprenderLo, ma sappiamo bene che c’è un mistero immenso d’amore che avvolge tutta la Sua persona e la Sua manifestazione fra noi.

Proprio perché siamo in Lui, anche di ciascuno di noi possiamo in certo modo dire altrettanto. Infatti la nostra vocazione ha le radici in Dio e  tutta la nostra vita vorremmo fosse una manifestazione che il Padre ha in mente per l’umanità che ci incontra.

E questo riguarda anche ogni fratello che incontriamo.

 

Buona giornata!

don Carlo