«Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto» (Mt 19,29)

Sabato 14 maggio 2016

S. Mattia, apostolo

 

Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele.

 

«Chiunque avrà lasciato case,

o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto»

 

e avrà in eredità la vita eterna.     (Matteo 19,29)

 

Lascia tutto non solo chi se ne va fisicamente, ma chi se ne distacca con il cuore.

Lasciare vuol dire non volere per sé, accettare come dono e non come proprietà disposti a perdere tutto in ogni momento.

E’ la posizione di chi vuole Dio al primo posto nella propria vita.

Non è facile, si tratta di amare fino in fondo, ma sapendo di non poter pretendere nulla.

E’ un esercizio che va ripetuto in continuazione e occorre ricordarselo all’infinito perché è troppo facile farsi prendere dalla logica del possesso.

Ciò non vuol dire vivere una precarietà paralizzante, perché questi beni ogni giorno ci vengono ridonati e vanno accettati con la gioia e la freschezza di qualcosa di nuovo e inaspettato.

 

Buona giornata!

don Carlo