«Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?» (Mt 9,11)

Mercoledì 18 novembre 2015

 

Andando via di là, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli:

 

«Come mai il vostro maestro

mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?»

 

Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».      (Matteo 9,11)

 

Non è la stessa cosa una Chiesa arcigna e una misericordiosa, la differenza fra le due non lascia indifferenti coloro che le si avvicinano. Perché così avveniva con Gesù. La Sua misericordia sorprendeva e attirava proprio quelli ai quali Dio voleva rivelare la realtà e far vivere l’esperienza del Regno dei cieli.

Quando ci troviamo nel dubbio e non sappiamo quale atteggiamento assumere, è utile ricordare che ad essere misericordiosi non si sbaglia mai. Ci potremo pentire di non esserlo stati, ma non di aver usato misericordia.

 

Buona giornata!

don Carlo