Conoscere Dio (2)

Una Sola Nota con Risonanze Infinite

La FEDE non si aspetta. Si cerca!

Molte volte sono andato a Mornese, nel basso Monferrato, il luogo che ha dato i natali a Santa Maria Mazzarello, fondatrice, con don Bosco, delle Suore Figlie di Maria Ausiliatrice, salesiane. Diverse volte ho visto una videocassetta sull’intera vita di questa Santa. Mi ha conquistato.

Vorrei condurre un popolo per quelle stradine, colline, casolari e far sentire a tutti quello spirito di semplicità divina che vi aleggia: uno stile “francescano”, diresti! I santi sono così uguali, pur nelle loro diversità! E far entrare tutti in quell’intimo rapporto con Dio, così “naturale” per i santi. Molti scoprirebbero allora che questi giganti (circa 16.000 donne viventi oggi, senza contare le decine di migliaia del passato, trovano in lei un IDEALE da imitare totalitariamente, abbandonando tutti e tutto, per seguirla) hanno cambiato il mondo attorno a sè e lontano da sè… proprio perchè hanno “incontrato Dio”, hanno “conosciuto Dio”, han­no “fatto esperienza di Lui”. E, per amore suo, si sono messi a servizio dell’umanità intera (Santa Maria Maz­zarello si mise a servire dei parenti, per amor di Dio, ammalati di tifo: lei pure ne fu contagiata, perdendo per sempre la sua forte salute).

Capisci cosa significa “Incontrare Dio” per davvero? E con lo slancio, la gioia, la dedizione del suo amore, mettersi a servire i fratelli fino a dare la vita per loro? Ma se non è l’amore di questo nostro Dio che ci spinge, che cosa mai saprà sostituirlo? Solo l’interesse nostro. O la pietà momentanea. A voi sembra che nelle nostre città, in cui il 99% si dichiara cristiano, ci sia questo amore così altruista? E non è forse perchè, a differenza dei santi, noi non abbiamo fatto fino in fondo l’lNCONTRO con Gesù Cristo?

Voi sapreste descrivere per filo e per se­gno il vostro amore per la vostra don­na o il vostro uomo?
Incontrare Dio. C’è una frase a me molto cara: “LA FEDE NON SI ASPETTA. SI CERCA”.
Vuoi conoscere Dio? Non puoi sta­re tranquillo in pantofole. Devi uscire da te. Devi andare. Devi cercarlo.

Quanta gente crede di “conoscere Dio” perchè ha qualche nozione di lui ricevuta a catechismo. “Conoscere” è tutt’altra cosa. La Bibbia usa questo termine “conoscere” per indicare una frequentazione di una persona, una vicinanza prolungata, un contatto intimo: tant’è vero che usa il verbo “conoscere” per indicare anche un rapporto coniugale. E, ai nostri giorni, ho incontrato un proverbio che di­ce (lo traduco dal dialetto): “Per conoscere una persona bisogna mangiare con lei uno staio di sale”. Cioè: bisogna stare con lei tanto tempo, quanto ne occorre per consumare a tavola chili e chili di sale: un periodo lunghissimo.

Per conoscere Dio, allora, non basta sapere qualcosa di Lui. Pregarlo “quando ci si sente”. Occorre frequentarlo assiduamente. Intimamente.
Conoscere Dio non è cosa da lasciare al catechismo dei bambini. È cammino da ripercorrere proprio da adulti. Con delle guide. Dei Maestri. Non da soli, ma in compagnia con altri: è cosa troppo impegnativa, da non poter sbrigarsela in due parole.

Ma se tu conoscessi un po’ l’esperienza di chi ha amato Dio tanto da farne l’unico IDEALE della sua vita; se tu conoscessi un poco l’intima esperienza dei santi e del loro rapporto con Dio… non saresti mai sazio di cercarLo, di conoscerLo, di desiderarLo, di seguirLo!