«Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui» (Gv 6,66)

Martedì 8 aprile 2014

 

Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».

 

«Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro

e non andavano più con lui»

Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici.

(Giovanni 6,66)

 

E’ la storia che si ripete da sempre, all’inizio entusiasmo, curiosità o forse routine nel seguire Gesù e poi iniziano le perplessità.

Sono i discepoli quelli che se ne vanno, non gli altri perché l’incredulità si radica in ognuno dei nostri cuori.

Questi fatti avvengono subito dopo la moltiplicazione dei pani, quando Gesù incomincia a parlare dell’Eucarestia.

E perché è così difficile seguirLo? Perché parla di ” sangue” che in qualche modo significa morte.

Per noi è difficile credere in un Dio che ci ama così tanto da morire per noi, è al di là delle nostre possibilità.

In fondo è ancora tanto viva l’immagine di un Dio che castiga e che esige, in fondo dà più sicurezza, provoca meno, basta rispettare dei precetti per sentirsi a posto.

Credere vuol dire fidarsi e fidarsi di qualcuno che si dona completamente e chiede di fare altrettanto non è facile. 

 

Buona giornata !

don Carlo