«Deve essere irreprensibile, non arrogante, non collerico, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagni disonesti, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, padrone di sé, fedele alla Parola» (Tito 1, 7-9)

Lunedì 13 ottobre 2014

Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo per portare alla fede quelli che Dio ha scelto e per far conoscere la verità, che è conforme a un’autentica religiosità, nella speranza della vita eterna – promessa fin dai secoli eterni da Dio, il quale non mente, e manifestata al tempo stabilito nella sua parola mediante la predicazione, a me affidata per ordine di Dio, nostro salvatore –, a Tito, mio vero figlio nella medesima fede: grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro salvatore. Per questo ti ho lasciato a Creta: perché tu metta ordine in quello che rimane da fare e stabilisca alcuni presbìteri in ogni città, secondo le istruzioni che ti ho dato. Ognuno di loro sia irreprensibile, marito di una sola donna e abbia figli credenti, non accusabili di vita dissoluta o indisciplinati. Il vescovo infatti, come amministratore di Dio,

 

«Deve essere irreprensibile, non arrogante, non collerico,

non dedito al vino, non violento,

non avido di guadagni disonesti,

ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, padrone di sé, fedele alla Parola»

degna di fede, che gli è stata insegnata, perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare i suoi oppositori.      (Tito 1,7-9)

S. Paolo indica quelle che devono essere le caratteristiche di un vescovo, ma a ben guardare sono le qualità che deve avere ogni cristiano, se vuol essere credibile.
Sintetizzandole ne esce una persona mite, saggia e fedele.
Osservandole bene ad una ad una scopriamo che su alcune dobbiamo lavorare ancora molto per poter essere testimoni del Suo amore.

 

Buona giornata!

don Carlo