«E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo! (Lc 7,23)

Giovedì 16 giugno 2016

 

Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni li mandò a dire al Signore Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia”.

 

«E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!»      (Luca 7,23)

 

Cosa ci aspettiamo da Dio ? Che risolva in un attimo i problemi del mondo, la fame, le guerre, il terrorismo, la disoccupazione? Che convinca tutti in modo inequivocabile della sua esistenza con prove schiaccianti così che tutti mettano la testa a posto? Forse anche Giovanni Battista aveva attese simili.

Ma la strada di Dio è un’altra. In Gesù ci insegna a chinarci sulle ferite dell’umanità con un amore che risana, con una parola che conforta e illumina, partendo dai poveri, occupandoci di chi ci sta accanto. Solo così si sostiene il mondo e lo si apre incessantemente a nuove speranze.

 

Buona giornata!

don Carlo