«È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato» (Gv 12,23)

Mercoledì 27 aprile 2016

 

Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro:

 

«È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato»

 

In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».    (Giovanni 12,23)

 

C’è un tempo per ogni cosa. Andrea e Filippo, interpellati da alcuni greci, vogliono presentare loro Gesù. È l’occasione per un annuncio che superi i confini di Israele e arrivi ancora più lontano.

Ma ora è il momento di una cosa diversa. È il momento della Pasqua, che genera un mondo nuovo. Da questa si svilupperà l’evangelizzazione che arriverà in Grecia e in tutto il mondo. Ma dopo. Perché senza la Pasqua non avverrebbe mai nulla.

Per questo ci conviene essere sempre puntuali con i tempi di Dio. Se anche non li comprendiamo, ma li viviamo, generano una realtà altrimenti impossibile.

 

Buona giornata!

don Carlo