«Ecco che cosa ha fatto per me il Signore» (Lc 1,25)

Giovedì 18 dicembre 2014

II feria prenatalizia dell’Accolto

 

L’angelo disse a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva:

 

«Ecco che cosa ha fatto per me il Signore»

 

nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».    (Luca 1,25)

 

Elisabetta si sente amata. Dio le ha fatto un dono ormai insperato e umanamente impossibile. Il suo cuore è pieno di stupore e di gioia. Vede Dio che si è chinato su di lei, per renderla felice.

Forse dovrà scoprire con il tempo che la gioia non finisce lì. Non c’è solo la sua gioia personale. I doni di Dio corrono lontano, sono universali, non sono solo per i singoli, sono per tutti e Giovanni Battista lo sarà per tanti, per tantissimi anche non suoi contemporanei, in un modo che Elisabetta non avrebbe mai immaginato.

 

Buona giornata!

don Carlo