«Ed era per loro motivo di scandalo» (Mc 6,3)

Martedì 3 febbraio 2015

 

Il Signore Gesù partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?».

 

«Ed era per loro motivo di scandalo»

 

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.   (Marco 6,3)

 

Accettare un Dio come il nostro non è facile.

Ci sembra troppo debole, troppo vicino e impotente.

Ci chiede di condividere le nostre giornate, ci chiede di amare, ma non ci dà grandi garanzie.

Per gli abitanti di Nazareth era difficile riconoscere il Figlio di Dio in quel ragazzo che avevano visto crescere, la loro immagine di Dio era ben altra!

Spesso anche noi ce ne costruiamo una su misura, secondo le nostre esigenze come avevano fatto gli ebrei con il vitello d’oro.

E invece Gesù ci sorprende con tutta la sua semplicità, il suo bisogno di amare tutti senza distinzione.

Un Dio così nessun uomo avrebbe mai potuto inventarlo.

 

Buona giornata!

don Carlo