Evangelii Gaudium (n. 46)

Cari amici, mi permetto un suggerimento:

dopo che avrete letto   – e gioito - 

per queste parole di papa Francesco nella EVANGELII  GAUDIUM,

 fermatevi.

Ritornate da capo a rileggerle.

A pesarle: le troverete pesantissime.

Pesantissime di conseguenze.

Di cambiamenti da fare.

 

Provate, ve ne prego, ad attualizzarle

per la vostra vita personale,

di famiglia,

di parrocchia ….

e scoprirete che non sono affatto scontate

o facili da mettere in pratica.

 

Si fa in fretta a dire “Belle”!

Ma quale cambiamento richiedono a noi,

si proprio a me prete

e a voi genitori,

insegnanti,

catechiste,

nonne,

che generalmente  siamo poco aperti,

poco inclini a cedere il nostro punto di vista,

poco capaci di “uscire da noi e dalle nostre urgenze,

e diciamo di non avere tempo

per ascoltare “a fondo perso”……..

                                                                               don A.

Chiesa con le porte aperte (E.G. n. 46)

La Chiesa “in uscita”

è una Chiesa con le porte aperte.

Uscire verso gli altri per giungere alle periferie umane

non vuol dire correre verso il mondo senza una direzione e senza senso.

 

Molte volte è meglio rallentare il passo,

mettere da parte l’ansietà per guardare negli occhi

e ascoltare,

o rinunciare alle urgenze

per accompagnare chi è rimasto al bordo della strada.

 

A volte è come il padre del figlio prodigo,

che rimane con le porte aperte perché

quando ritornerà

possa entrare senza difficoltà.

 Papa Francesco