«Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: “Che cosa cercate?”» (Gv 1,38)

Lunedì 13 aprile 2015

 

Giovanni stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.

«Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano,

disse loro: “Che cosa cercate?”»

Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

(Giovanni 1,38)

 

Negli altri Vangeli è Gesù che prende l’iniziativa e chiama i pescatori del lago.

Qui sono i discepoli che lo cercano.

L’incontro con il Signore è sempre in qualche modo provocato da Lui, ma è anche il frutto di una ricerca, di una insoddisfazione dentro che ci porta a battere tante strade.

A quel punto Lui ci chiede di condividere la sua vita anche su percorsi diversi.

Sappiamo che non a tutti ha chiesto di vivere come agli apostoli.

All’indemoniato guarito, che lo voleva seguire, ha indicato come strada quella di testimoniarlo tra la sua gente.

L’importante è capire il progetto che il Signore ha su di noi, non solo nelle scelte iniziali, ma in ogni momento della vita, e seguirlo docilmente continuando a camminare anche quando avremmo voglia di fermarci.

 

Buona giornata!

don Carlo