«”Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci» (Gv 21)

Sabato 11 aprile 2015

dell’Ottava di Pasqua

 

Il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro:

 

«”Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”.

La gettarono e non riuscivano più a tirarla su

per la grande quantità di pesci»

 

Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.       (Giovanni 21,)

 

I discepoli quella notte erano già usciti a pescare da soli, ma non avevano preso nulla.

Ma gettate le reti sulla parola di Gesù riempiono la rete.

Quante volte ci troviamo a lottare e restiamo con un pugno di mosche!

E’ inutile darsi da fare, correre, se contiamo solo sulle nostre forze, magari con scopi santi.

Meglio lasciarsi portare ogni giorno dove il Signore ci conduce e fidarci di Lui senza troppi progetti in testa.

Piano piano ci sarà chiaro in che direzione andare, a volte proprio in quella che istintivamente avremmo evitato.

 

Buona giornata!

don Carlo