«Gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio» (Lc 1,64)

Giovedì 21 dicembre 2017

IV Feria prenatalizia “dell’ Accolto”

 

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e

 

«Gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio»

 

Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.      (Luca 1,64)

 

Tornare a parlare dopo 9 mesi e benedire il Signore: questo può avvenire soltanto se si è vissuto un tempo di conversione, di scoperta di un Dio che prima non si conosceva così.

È bello perciò vedere che ciò che a tutta prima sembrava una punizione, si è rivelata di fatto un’occasione provvidenziale per capire cose che altrimenti sarebbero rimaste oscure, ignote.

Zaccaria benedice Dio, “dice bene” di Lui: ha compreso che quel Dio che serviva con fedeltà, ma forse un po’ nella routine,  è invece il Dio delle sorprese, che colma il cuore di gioia, che trasforma la vita irrompendo con il Suo Amore.

 

Buona giornata!

don Carlo