«In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria» (Luca 4,24)

Lunedì 16 giugno 2014

 

Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse:

«In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria»

(Luca 4,24)

Non è facile riconoscere doni speciali nelle persone che vediamo ogni giorno. Ci riesce meglio mitizzare quelli che vediamo in alcune circostanze, in cui brillano le loro capacità particolari, ma non abbiamo occasione di vedere i loro limiti. Con Gesù era diverso, i limiti non c’erano, ma le catalogazioni, le etichette che mettiamo anche noi addosso alle persone bloccano l’immagine che abbiamo di loro e ci è difficile cambiare opinione, a meno di eventi straordinari.

Solo l’amore e il perdono ci fanno scoprire costantemente le ricchezze di chi ci sta vicino, vedendo in loro qualcosa dell’opera di Dio.

 

Buona giornata!

don Carlo