La “Piccola Via” di Santa Teresa di Gesù Bambino

Vi propongo alcuni brani tratti da una raccolta di scritti di Céline Martin (1869-1959), una delle quattro sorelle di santa Teresina, che entrò nel Carmelo di Lisieux nel 1894 assumendo il nome di suor Genoveffa del Volto Santo. Ella curò personalmente, nel 1951, la sistemazione dei suoi appunti, provenienti dal suo diario personale – redatto in parte quando Teresa era ancora in vita – e dalle sue deposizioni preparate in vista dei processi di beatificazione e di canonizzazione.

Santa Teresa

Santa Teresa

Certamente Santa Teresa di Gesù Bambino avrebbe gustato, se l’avesse conosciuta, questa preghiera di Bossuet: «Gran Dio… non lasciare giammai che alcuni spiriti, di cui alcuni si annoverano tra i dotti, altri tra gli spirituali, possano essere accusati al tuo terribile tribunale di aver contribuito in qualche modo a chiuderti l’accesso in non so quanti cuori, perché tu volevi entrarvi in un modo la cui sola semplicità li urtava, e attraverso una porta la quale, benché aperta dai santi fin dai primi secoli della Chiesa, non era, forse, ancora abbastanza loro nota; piuttosto fa’ in modo che, diventando tutti piccoli come fanciulli, come Gesù Cristo comanda, noi possiamo entrare una buona volta per questa piccola porta, per poterla poi mostrare agli altri con più sicurezza e con più efficacia. Così sia».
Niente di strano se alla sua ultima ora, questo grande uomo abbia pronunciato queste commoventi parole: «Se potessi ricominciare a vivere, non vorrei essere che un piccolo fanciullo che dà sempre la mano al Bambin Gesù».
Teresa, nella luce rivelata ai piccoli, seppe magnificamente scoprire questa porta di salvezza e indicarla agli altri.

La sua “piccola via” consisteva praticamente nell’umiltà, ma si traduceva ancora attraverso uno spirito d’infanzia molto accentuato.
Così Teresa amava molto queste parole che attingeva dal Vangelo: «Lasciate che i fanciulli vengano a me, perché di essi è il regno dei cieli… i loro angeli vedono continuamente il volto del Padre mio celeste… Chiunque diventerà piccolo come un fanciullo sarà grande nel regno dei cieli… Gesù abbracciava i fanciulli dopo averli benedetti».
Le aveva ricopiate sul retro di una immagine sulla quale c’erano le fotografie dei fratelli e sorelle partiti per il Cielo in tenera età.
Sotto questi testi evangelici, ne aveva aggiunti altri, tratti dalla Sacra Scrittura, che la colmavano di gioia e sempre in relazione con lo spirito d’infanzia: «Beati quelli che Dio reputa giusti senza le opere, rispetto a quelli che fanno opere, perché la ricompensa non è considerata come una grazia da questi ultimi, ma come una cosa loro dovuta… È dunque gratuitamente che coloro che non fanno le opere sono giustificati dalla grazia in virtù della redenzione operata da Gesù Cristo».
«Il Signore condurrà il suo gregge nei pascoli. Egli riunirà i piccoli agnelli e li prenderà in grembo».

La Chiesa ha sempre visto in Teresa del Bambin Gesù la santa dell’infanzia spirituale. Numerose sono le testimonianze dei papi a questo proposito. Ad esempio, sua santità Pio XII disse: «Santa Teresa del Bambin Gesù ha una missione e una dottrina. Ma la sua dottrina, come tutta la sua persona, è umile e semplice; è racchiusa in due parole: infanzia spirituale, o nelle altre due equivalenti: piccola via».
«È il Vangelo stesso, è il cuore del Vangelo che lei ha riscoperto; ma con quale grazia e freschezza: «“Se non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18, 3)».

La ricompensa dei piccoli

Nostro Signore rispose una volta alla madre dei figli di Zebedeo: “Sedere alla mia destra e alla mia sinistra spetta a quelli cui il Padre mio l’ha destinato”».
«Io mi immagino che quei posti scelti, rifiutati a grandi santi, a grandi martiri, spetteranno ai piccoli… Non lo predisse forse David, quando disse che il piccolo Beniamino presiederà le assemblee (dei santi)?».
Le si domandò con quale nome avremmo dovuto pregarla quando fosse in cielo. «Mi chiamerete Teresina », rispose umilmente.

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