«Lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù» (Lc 4,29)

Martedì 17 giugno 2014

Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e

 

«Lo condussero fin sul ciglio del monte,

sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù»

Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

(Luca 4,29)

Una reazione violentissima contro Gesù da parte dei suoi concittadini che si sentono feriti nell’orgoglio e non accettano i rimproveri. Vogliono addirittura ucciderlo perché ha fatto emergere i loro pregiudizi, cercando così di aprire queste persone, che lui ben conosce, alla novità di Dio.

Ci vogliono umiltà, consapevolezza serena dei propri limiti, libertà dagli schemi, tutte virtù preziose e un po’ rare, per accogliere le sorprese di Dio e lasciarcene trasformare.

 

Buona giornata!

don Carlo