«Non prenderanno né moglie né marito» (Mc 12,25)

Martedì 17 febbraio 2015

 

Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti,

 

«Non prenderanno né moglie né marito»

 

ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».    (Marco 12,25)

 

Molti si spaventano all’idea che in Cielo verranno meno i legami coniugali. In realtà tutti i rapporti nati dall’amore costruiti sulla terra rimarranno in eterno e continueranno a crescere, ma non ci saranno più limitazioni, perché Dio sarà tutto in tutti.

In questo senso la vocazione alla verginità e al celibato sono sulla terra profezia della vita eterna: se sono vissuti nell’amore anticipano la realtà del Paradiso, in cui ciascuno sarà aperto senza condizionamenti all’amore verso tutti.

 

Buona giornata!

don Carlo