«Rovesciò i tavoli dei cambiamonete» (Mc 11,15)

Giovedì 23 febbraio 2017

S. Policarpo, vescovo

 

Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio;

«Rovesciò i tavoli dei cambiamonete»

le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: / “La mia casa sarà chiamata / casa di preghiera per tutte le nazioni”? / Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.

(Marco 11,15)

 

Gesto profetico quello di Gesù, che si muove nel tempio di Gerusalemme come a casa sua, irritando terribilmente i capi dei sacerdoti e gli scribi. Conosce bene le conseguenze di questa sua iniziativa, ma questo non lo ferma, perché è in gioco qualcosa di decisivo, come lo è il rispetto della casa di Suo Padre, trasformata in un luogo di malaffare.

Occorre il coraggio dei gesti profetici. Solo lo Spirito santo ci indicherà quando e come occorrerà intervenire, per non lasciarci  trascinare dai sentimenti, rimanendo nella volontà del Padre.

 

Buona giornata!

don Carlo