Sant’Ignazio di Loyola

AUTOBIOGRAFIA – I RACCONTI DEL PELLEGRINO

St_Ignazio_di_LoyolaIgnazio è nato a Loyola, nei Paesi Baschi, da una famiglia di piccola nobiltà. Frequentò la corte e partecipò a campagne militari. Nel 1521, costretto a stare a letto per una ferita riportata nella difesa di Pamplona, trascorse il tempo leggendo una vita di Cristo e le vite dei santi. Queste letture lo animarono e emerse il desiderio di seguire Gesù.

Iniziò un lungo periodo di pellegrinaggio esteriore e interiore. L’itinerario del “pellegrino” – così si definisce Ignazio stesso nel raccontare la sua vita – ebbe come prima tappa il paese di Manresa, vicino Barcellona. Qui visse un’intensa esperienza spirituale che si prolungò lungo tutto l’arco della sua vita.

Il cammino, sempre improntato a quello di un pellegrino, lo portò a Gerusalemme, dove gli fu proibito di stabilizzarsi, come avrebbe voluto, per cui dovette tornare in Europa. Arrivato a Barcellona, si dedicò agli studi per poter aiutare meglio gli altri.
A Parigi, dove si era recato per approfondire e concludere la formazione filosofico – teologica, si costituì attorno a lui un gruppetto di una decina di studenti, che Ignazio stesso chiamò “amici nel Signore”, di diverse nazionalità e animati dallo stesso ideale di aiutare gli altri.

Ignazio fu ordinato sacerdote a Venezia nel 1537 e nello stesso anno si recò a Roma.
Lungo questo ultimo tratto di cammino verso la meta Ignazio ebbe un nuovo incontro forte con il Signore a La Storta, vicino Roma. E proprio a Roma quel gruppetto che si era formato a Parigi si mise a disposizione del Papa per essere inviato in missione ovunque: divenne la comunità che fondò la Compagnia di Gesù, approvata da Papa Paolo III nel 1540.

Ignazio fu eletto primo Generale dei gesuiti. Fino al 1556, anno della sua morte, governò i gesuiti componendo le costituzioni dell’Ordine, scrivendo circa 6000 lettere e interessandosi di diverse dimensioni della società: dai governanti alle povere donne di strada, dal difendere e propagare la fede nello scacchiere nel mondo allora conosciuto alle questioni riguardanti singole persone.
Ignazio fu in sintonia con il detto: “non farsi costringere dal massimo e tuttavia farsi contenere dal minimo: questo è divino”.

dal sito www.gesuiti.it:
Il racconto del pellegrino – Autobiografia
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