«Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, sarà tutto nella luce» (Lc 11)

Venerdì 31 luglio 2015

S. Ignazio di Loyola, sacerdote

 

Il Signore Gesù diceva alle folle: «Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona. Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce. La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso; ma se è cattivo, anche il tuo corpo è tenebroso. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra.

 

«Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre,

sarà tutto nella luce»

come quando la lampada ti illumina con il suo fulgore».   (Luca 11,)

 

Non si può forzare la propria luminosità. Spesso le persone ambiscono ad essere solari, positive, irradianti, ma ci si accorge subito che tutto ciò non è frutto di uno sforzo diretto della volontà, per apparire ad ogni costo felici.

Occorre che la luce sia dentro, che ci abiti, e questa energia si sviluppa in modo proporzionato con il nostro amore, con la nostra adesione al volere di Dio, con il nostro decentrarci.

Perché è perdendo la propria vita che la si trova, è dimenticandoci dedicandoci a chi ci sta accanto che diventiamo davvero noi stessi e brilla in noi la vita del Risorto.

 

Buona giornata!

don Carlo