«Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo» (Giacomo 3,2)

Martedì 23 settembre 2014

Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che riceveremo un giudizio più severo: tutti infatti pecchiamo in molte cose.

 

«Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto,

capace di tenere a freno anche tutto il corpo»

Se mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo. Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota. Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco, il mondo del male! La lingua è inserita nelle nostre membra, contagia tutto il corpo e incendia tutta la nostra vita, traendo la sua fiamma dalla Geènna. Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dall’uomo, ma la lingua nessuno la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non dev’essere così, fratelli miei! La sorgente può forse far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara? Può forse, miei fratelli, un albero di fichi produrre olive o una vite produrre fichi? Così una sorgente salata non può produrre acqua dolce.   (Giacomo 3,2)

Quanto dice san Giacomo ricorda molto le raccomandazioni di Papa Francesco sulle chiacchiere.

A volte è veramente difficile tacere, ce lo imponiamo, ma poi alla prima occasione tutto viene fuori.

Spesso è meglio sfogarsi con qualcuno che possa capire e aiutarci, piuttosto che covare e lasciar ingigantire dentro di noi il risentimento.

E’ utile anche cercare di capire le motivazioni dell’altro, ognuno agisce secondo una logica anche dovuta al proprio vissuto. Intuire questo vissuto, magari di sofferenze passate, può aiutarci a vedere l’altro con occhi diversi e a sopportare un po’ di più.

 

Buona giornata!

don Carlo