Sergio e Domenica Bernardini, Servi di Dio

SERGIO E DOMENICA BERNARDINI

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SERGIO E DOMENICA BERNARDINIUna storia d’amore di straordinaria ordinarietà. Una vi­cenda matrimoniale intessuta in un prezioso ordito di virtù cristiane e di saggezza umana. A leggere i numeri sarebbe facile liquidare tutto ricorrendo alla categoria del­l’eccezionalità: 52 anni di matrimonio, sei figlie suore e tre fi­gli sacerdoti. Bisogna ammetterlo.
Nella società dei nostri gior­ni la famiglia di Sergio Bernardini e di Domenica Bedonni ap­parirebbe decisamente ‘fuori classifica’. Non solo per il nu­mero dei figli, addirittura dieci, più uno ‘adottato’. Non solo perché delle otto figlie femmine, sei scelsero la vita consa­crata. Mentre i due maschi, più il fratello arrivato in sovrap­più, diventarono preti. Ma soprattutto per la loro capacità di accettare sempre e comunque la volontà di Dio, anche nelle situazioni peggiori.

Esempi luminosi di vita matrimoniale vis­suta nella fedeltà, nell’accoglienza della vita e nell’educazio­ne dei figli. Ecco perché l’arcivescovo di Modena-Nonantola, Benito Cocchi, nel proclamare chiu­sa la fase diocesana del processo di beatificazione di Sergio e Domenica, ha messo in luce il valore di un matrimonio cri­stianamente vissuto nella quotidianità di un’assoluta fiducia in Dio «che può essere proposto alle famiglie di oggi».

Un profilo alto di testimonianza cristiana, nonostante l’e­strema povertà, gli stenti e la sofferenza non siano mai man­cati nella vita dei due servi di Dio. Sergio nasce presso Sasso­guidano, nel Modenese, il 20 maggio 1882. Già felicemente sposato, vede tutto il suo mondo crollare in meno di quattro anni. Muoiono in rapida successione il papà, la mamma, il fra­tello, la moglie ed i tre piccoli figli. Una serie di lutti che neppure il biblico Giobbe sarebbe riuscito a sopportare.

Ma Ser­gio, che all’epoca ha 30 anni, si guarda bene dal lamentarse­ne. Deve pagare i tanti debiti contratti per le malattie dei suoi cari. E così parte per l’America. Ma ci resta poco. Un solo an­no. Poi ritorna a casa con in testa una grande confusione. Un amico sacerdote vorrebbe indirizzarlo al seminario. Ma il Si­gnore per lui ha altri progetti. Qualche mese dopo infatti in­contra una ragazza di 23 anni. Si chiama Domenica Bedon­ni. Il loro progetto d’amore è semplice ma radicale: formare una famiglia secondo il modello cristiano, con numerosi figli da educare religiosamente, nella speranza che qualcuno di es­si si consacri al Signore. Che infatti li accontenta senza ri­sparmio.

Sei delle otto figlie scelgono la vita consacrata. I due figli maschi diventano sacerdoti cappuccini: padre Sebastia­no, predicatore e direttore spirituale di tanti giovani e handi­cappati, e padre Germano, missionario. Sacerdote anche il fi­glio ‘adottivo’, Felix Ade Job, che diventerà arcivescovo di J­badam (Nigeria) e nel 1983 consacrerà il ‘fratello’ Germano arcivescovo metropolita della città turca di Smirne. Di fronte alle vocazioni dei suoi figli mamma Domenica prova ogni vol­ta gratitudine e stupore: «Dio ci ha tanto benedetti, non lo ringrazieremo mai abbastanza». Lei, da parte sua, non perde occasione per ribadire gli incessanti sforzi educativi suoi e del marito. Probabilmente il loro autentico capolavoro, in una quotidianità ritmata dalla preghiera, dal lavoro nei campi e dalle mille incombenze domestiche indispensabili e faticose in una famiglia così robusta.

Oggi, in un tempo in cui il modello familiare dominante sem­bra quello della coppia in difficoltà, gli splendidi 52 anni di matrimonio di Sergio e Domenica – che morirono rispettiva­mente il 12 ottobre 1966 e il 27 febbraio 1971 – sono una te­stimonianza concreta di come si possa crescere insieme nel­la fede e nella coerenza cristiana, offrendo nuove ragioni di speranza a tutta la società.

da Avvenire del 21 Maggio 2008