«Sono io, non abbiate paura!» (Gv 6,20)

Giovedì 23 aprile 2015

 

Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro:

 

«Sono io, non abbiate paura!»

 

Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.   (Giovanni 6,20)

 

È la parola di Gesù a rassicurare il discepolo, a infondergli pace e fiducia. Invece il gesto di Gesù che cammina sulle acque e si avvicina alla barca di notte e nella tempesta incute timore, non si capisce a cosa preluda, è un evento sovrumano che fa sentire i discepoli esposti e senza difese. Capiterà anche nella passione e nella morte: se il Risorto non avesse spiegato il senso di tutto quello che era avvenuto, i discepoli sarebbero rimasti nell’incredulità e nella paura.

Abbiamo sempre bisogno che Gesù ci parli, ci spieghi, ci aiuti a capire. Solo lì troviamo la pace del cuore.

 

Buona giornata!

don Carlo