“Talità kum” (Mc 5,41)

Venerdì 31 gennaio 2014

S. Giovanni Bosco, sacerdote

Essendo il Signore Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse:

 

“Talità kum”

che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

(Marco 5,41)

 

Quante volte abbiamo bisogno anche noi che qualcuno ci prenda per mano, ci rialzi, ci impedisca di rimanere imbambolati nei nostri sbagli. Avere la possibilità di ricominciare è una grandissima chance che il Signore non smette di regalarci. E non si stancherà di farlo.

Nessuno può illudersi di fare il percorso netto, senza errori. Tutti prima o poi ci fermiamo, inciampiamo, cadiamo. È solo questa splendida e meravigliosa Sua misericordia che ci rialza e ci offre sempre nuove, splendide opportunità

 

Buona giornata!

don Carlo