“Tu mi hai rapito il cuore con un solo tuo sguardo” (Ct 4,9)

ct

Sabato 11 gennaio 2014

Tutta bella sei tu, amata mia, / e in te non vi è difetto. / Vieni dal Libano, o sposa, / vieni dal Libano, vieni! / Scendi dalla vetta dell’Amana, / dalla cima del Senir e dell’Ermon, / dalle spelonche dei leoni, / dai monti dei leopardi. / Tu mi hai rapito il cuore, / sorella mia, mia sposa,

 

«Tu mi hai rapito il cuore

con un solo tuo sguardo»

con una perla sola della tua collana! / Quanto è soave il tuo amore, / sorella mia, mia sposa, / quanto più inebriante del vino è il tuo amore, / e il profumo dei tuoi unguenti, più di ogni balsamo. / Le tue labbra stillano nettare, o sposa, / c’è miele e latte sotto la tua lingua / e il profumo delle tue vesti è come quello del Libano. / Giardino chiuso tu sei, / sorella mia, mia sposa, / sorgente chiusa, fontana sigillata. / I tuoi germogli sono un paradiso di melagrane, / con i frutti più squisiti, / alberi di cipro e nardo, / nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo, / con ogni specie di alberi d’incenso, / mirra e àloe, / con tutti gli aromi migliori. / Fontana che irrora i giardini, / pozzo d’acque vive / che sgorgano dal Libano. / Venga l’amato mio nel suo giardino / e ne mangi i frutti squisiti.

(Cantico dei Cantici 4,9)

La nostra esperienza di fede può scorrere fra abitudini, doveri e tradizioni alle quali potremmo non essere sempre fedeli. E in questo caso ci rimane l’impressione di fondo che la religione dipenda soprattutto da noi, dalla nostra buona volontà.

Poi però accade anche che l’amore di Dio ci sfiori in modo indubitabile, lasciando un segno chiaro nell’anima. E tutto si trasforma. A Dio basta un solo sguardo che ci raggiunga per davvero per riempire di Luce la nostra vita.

 

Buona giornata!

don Carlo