«Un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù» (Mt 27, 57- 61)

Venerdì 18 aprile 2014

della Settimana Santa

Venuta la sera, giunse

 

«Un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe;

anche lui era diventato discepolo di Gesù»

Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.   (Matteo 27, 57-61)

È un altro dei primi frutti della morte di Gesù. Dopo il centurione toccato nel cuore, anche Giuseppe si espone apertamente come discepolo davanti alle autorità. Esce dalle retrovie in cui era rimasto fino ad allora, Gli tributa tutti gli onori, pone il Suo corpo nel suo sepolcro.

Probabilmente crede anche lui di aver fatto qualcosa di bello per Gesù. Non può immaginare cosa Gesù sta per fare per lui e per tutta l’umanità. Le sorprese e le ricompense di Dio per chi Lo ama sono sconfianate, non hanno paragoni.

 

Buon Venerdì Santo!

don Carlo