«Voi siete di quaggiù, io sono di lassù» (Gv 8,23)

Lunedì 19 maggio 2014

 

Di nuovo il Signore Gesù disse ai Giudei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?». E diceva loro:

 

«Voi siete di quaggiù, io sono di lassù»

voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». / A queste sue parole, molti credettero in lui.    (Giovanni 8,23)

 

Gesù vuole portare l’umanità «lassù», per questo si è incarnato. L’umanità tutta ha un anelito interiore verso la sua origine, che è Dio stesso, ma deve riconoscere di essere incapace di soddisfare con le sue sole forze questo desiderio.

Gesù quindi ci richiama, ci scuote, ci invita a non accontentarci, ci rende possibile una vita nuova che lega Cielo e terra. Solo così troviamo la gioia.

 

Buona giornata !

don Carlo